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Attivitą internazionali








Chiara Ferri


L’ATR Sofia Amendolea introduce
l’
Allenamento Prepugilistico
affiancandolo al percorso critico ispirato al testo di Franco Ruffini

“TEATRO E BOXE:  l’Atleta Del Cuore nella Scena Del Novecento”.

OBIETTIVI: perfezionamento dei riflessi corporei e mentali, simultaneità di Azione/Reazione, approfondimento dei percorsi didattici teatrali del XX secolo

“VI E’ QUALCOSA CHE ACCOMUNA UN BOXEUR E UN ATTORE: IL CONNUBIO DI FEROCIA E FRAGILITA’, DI NATURA E DI ARTIFICIO, DI FORMA E DI DEFORMAZIONE. DECROUX, BRECHT, EJZESTEJN, MEJERCHOL’DSTANISLAVSKIJ E COPEAU CONSIDERAVANO LA BOXE UN IMPORTANTE ASPETTO DEL LAVORO DELL’ATTORE. LA DINAMICA DELLA BOXE E’ TUTT’UNO COL PRINCIPIO DI AZIONE E REAZIONE.
“LA PREVIDENZA E’ LA MADRE DEL K.O.” DICE BRECHT. TRADOTTO PER L’ATTORE: NON RIPETERE - CIOE’ NON RECITARE – MA COMPIERE AZIONI REALI, GIUSTIFICATE. E’ QUESTO IL COMANDAMENTO DELL’ATTORE CHE CHIEDE DI ESSERE CREDUTO, PRIMA CHE DI ESSERE AMMIRATO. IL PRINCIPIO DI AZIONE E REAZIONE SALVA IL PUGILE DAL KNOCK OUT, E SALVA L’ATTORE DALLA MENZOGNA.L’“ATLETA DEL CUORE” DI ANTONIN ARTAUD E’, DICHIARATAMENTE, L’ATTORE CHE NON IMITA, MA “RIFA’ LA VITA”.

(Franco Ruffini)



Il più famoso Allenatore nazionale di Boxe, Roberto Ferri, che guidò il campione Vincenzo Cantatore alla vittoria del Titolo Europeo dei Massimi Leggeri (23-06-2007), sarà il Docente di Prepugilistica degli Allievi della ACCADEMIA TEATRALE DI ROMA “Sofia Amendolea”, per i quali è in arrivo un programma didattico ricco di sfide, sorprese ed emozioni.

Gli Allievi dell’Accademia assaporeranno il ‘sudore’ di una vera e propria palestra di Boxe, allenando  Corpo, Fiato, Resistenza, Agilità, Riflessi e – soprattutto – la Mente, per ‘ rubare’ al pugilato la sua prontezza di spirito e di azione, guidati da un Maestro di Eccezione come Roberto Ferri. La Boxe insegna all’uomo a non dar mai nulla per scontato, a resistere nelle difficoltà, ad essere pronti ad agire e reagire, SEMPRE, sul ring come sul palco, in una costante danza di improvvisazione fisica e mentale. Il Teatro è infatti una costante prova di resistenza e di freschezza, di riflessi e percezioni elevati alla ennesima potenza.

Intervista all’Allenatore Roberto Ferri fatta da Valeria Nardella per l’Ufficio Stampa del ROMATEATROFESTIVAL.

Roma, un Sabato di quasi primavera, Roberto Ferri è al lavoro nella sua palestra ‘Talenti Boxe’; lo intervistiamo mentre sta allenando il giovane campione ADRIANO CARDARELLO, campione del mondo giovani, Mondialino IBF.


Roberto Ferri con la figlia Chiara

Roberto, come, quando e perché ti sei avvicinato a questo genere di sport?

Era il 1975, avevo 18 anni. E’ stato il primo sport a cui mi sono avvicinato. Perché?… Passione, è l’unica parola che mi viene in mente… una passione che non ho ereditato, me ne sono innamorato e basta per il sudore, il carattere, la determinazione che, quando combatti, sei obbligato a tirare fuori… e dopo 33 anni sono ancora qui che faccio l’insegnante.

Le tue sensazioni prima e durante un combattimento…

Sono sensazioni indescrivibili. Nemmeno la nascita di mia figlia Chiara, che è la persona a cui più tengo al mondo, può essere paragonata alle emozioni che ho provato prima e durante il mio primo incontro. Il primo, poi il secondo, il terzo… E’ un’emozione che va provata. Sono felice che mia figlia a breve farà il suo debutto e che proverà le mie stesse sensazioni. Sono contento. Ma anche a tutti i ragazzi che si avvicinano a questo sport consiglio di provare queste emozioni. Quando sali sul ring di fronte a te hai il tuo peggior nemico, ma la bellezza di questo sport, uno dei motivi per cui mi piace tantissimo e me ne sono innamorato, è che dopo l’incontro i rivali si abbracciano, si baciano, si fanno complimenti. Quando scendi dal ring, finisce tutto indipendentemente da ciò che i due si sono contesi… è lo sport.


Come prepari i tuoi “allievi”?

Cerco di curare il minimi particolari dall’alimentazione, la velocità, la potenza, la resistenza… Non si può sbagliare per nessun motivo. Se sbagli il ragazzo paga, quindi hai addosso un forte senso di responsabilità.

Il momento più importante della tua vita…

Chiara, la nascita di mia figlia Chiara… Quando lei sale sul ring e vedo la contentezza nei suoi occhi… Sempre quando vedo i miei ragazzi combattere… so quello che provano perché l’ho provato anch’io!

La Boxe può far crescere una persona dal punto di vista umano?

Se  osservi la gente che  puoi trovare in una palestra di Boxe, noterai che ci sono molti visi… particolari. la Boxe leva la gente dalla strada, dalla droga, dall’alcool.
L’umiltà è la prima cosa nella boxe. Il pugilato ti insegna tanto… ti insegna il sacrificio, la sofferenza… Guarda ti faccio una confidenza, quando è morto mio padre d’infarto  … ho iniziato ad avere attacchi di panico…Ho cercato di farmi aiutare da qualche medico e da una psicologa… Una notte mi sono svegliato nel panico… ho cominciato a dare cazzotti nel buio…poi mi sono ricordato della gente che urlava il mio nome quand’ero sul Ring, e mi incitava, e mi sono reso conto che stavo per essere sconfitto. Allora mi sono chiesto se la Boxe mi avesse insegnato qualcosa: così mi sono messo a terra a fare piegamenti sulle braccia, ad allenarmi per superare quella prova, e alla fine ne sono uscito vincente, da solo, grazie alla Boxe