Roma, un Sabato di quasi primavera, Roberto Ferri è al lavoro nella sua palestra ‘Talenti Boxe’; lo intervistiamo mentre sta allenando il giovane campione ADRIANO CARDARELLO, campione del mondo giovani, Mondialino IBF.

Roberto Ferri con la figlia Chiara
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Roberto, come, quando e perché ti sei avvicinato a questo genere di sport?
Era il 1975, avevo 18 anni. E’ stato il primo sport a cui mi sono avvicinato. Perché?… Passione, è l’unica parola che mi viene in mente… una passione che non ho ereditato, me ne sono innamorato e basta per il sudore, il carattere, la determinazione che, quando combatti, sei obbligato a tirare fuori… e dopo 33 anni sono ancora qui che faccio l’insegnante.
Le tue sensazioni prima e durante un combattimento…
Sono sensazioni indescrivibili. Nemmeno la nascita di mia figlia Chiara, che è la persona a cui più tengo al mondo, può essere paragonata alle emozioni che ho provato prima e durante il mio primo incontro. Il primo, poi il secondo, il terzo… E’ un’emozione che va provata. Sono felice che mia figlia a breve farà il suo debutto e che proverà le mie stesse sensazioni. Sono contento. Ma anche a tutti i ragazzi che si avvicinano a questo sport consiglio di provare queste emozioni. Quando sali sul ring di fronte a te hai il tuo peggior nemico, ma la bellezza di questo sport, uno dei motivi per cui mi piace tantissimo e me ne sono innamorato, è che dopo l’incontro i rivali si abbracciano, si baciano, si fanno complimenti. Quando scendi dal ring, finisce tutto indipendentemente da ciò che i due si sono contesi… è lo sport.
Come prepari i tuoi “allievi”?
Cerco di curare il minimi particolari dall’alimentazione, la velocità, la potenza, la resistenza… Non si può sbagliare per nessun motivo. Se sbagli il ragazzo paga, quindi hai addosso un forte senso di responsabilità.
Il momento più importante della tua vita…
Chiara, la nascita di mia figlia Chiara… Quando lei sale sul ring e vedo la contentezza nei suoi occhi… Sempre quando vedo i miei ragazzi combattere… so quello che provano perché l’ho provato anch’io!
La Boxe può far crescere una persona dal punto di vista umano?
Se osservi la gente che puoi trovare in una palestra di Boxe, noterai che ci sono molti visi… particolari. la Boxe leva la gente dalla strada, dalla droga, dall’alcool.
L’umiltà è la prima cosa nella boxe. Il pugilato ti insegna tanto… ti insegna il sacrificio, la sofferenza… Guarda ti faccio una confidenza, quando è morto mio padre d’infarto … ho iniziato ad avere attacchi di panico…Ho cercato di farmi aiutare da qualche medico e da una psicologa… Una notte mi sono svegliato nel panico… ho cominciato a dare cazzotti nel buio…poi mi sono ricordato della gente che urlava il mio nome quand’ero sul Ring, e mi incitava, e mi sono reso conto che stavo per essere sconfitto. Allora mi sono chiesto se la Boxe mi avesse insegnato qualcosa: così mi sono messo a terra a fare piegamenti sulle braccia, ad allenarmi per superare quella prova, e alla fine ne sono uscito vincente, da solo, grazie alla Boxe |