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“Nightmares of the Concentration Camp” racconta la storia attraverso gli occhi di Adolf Eichmann (tenente-colonnello delle SS che nel corso della “soluzione finale” organizzò il traffico ferroviario che trasportava gli ebrei ai vari campi di concentramento) catturato dagli agenti del Mossad in Argentina e condotto a Israele per essere processato. Le scene inerenti il processo sono scritte rispettando gli atti e le testimonianze del Processo all’ufficiale nazista tenutosi nel 1960 e costituiscono il filo conduttore della storia e la linea temporale principale da cui si dipartono flashback nel campo di sterminio; qui si sviluppano le vicende di cinque deportati, tra cui i tre agenti del Mossad, e di una Kapò che tentano di fuggire. L’intensa attività di documentazione ha permesso agli attori la costruzione di una specifica “memoria emotiva” che cerca di evitare aspetti ingenui e superficiali. Fulcro del lavoro registico è stato, infatti, l’indagine psicologica compiuta per mezzo di improvvisazioni emotive e drammatizzazioni corporee. Una volta costruite le identità dei personaggi è stato possibile dar vita agli incubi nascosti nelle loro menti sofferenti. “Nightmares of the Concentration Camp” non si propone di ricostruire la vita nel Lager come cronaca storica; scopo principale è dar vita agli aspetti più irrazionali ed istintivi del dolore. L’INCUBO diviene sospensione della realtà, sostituzione della quotidianità con una realtà mostruosa oltre l’immaginazione, una realtà non tangibile a cui, forse, è preferibile la morte. Con Irene Fiasconaro, Simone Fraschetti, Irene Faccio, Cristina De Lucia, Ruggero Lorefice, Tatjana Callegari, Ilaria Andaloro, Valeria Nardella.